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Christ Stopped at Eboli [1979 film] (1979)

– tekijä: Francesco Rosi (Ohjaaja)

Muut tekijät: Paolo Bonacelli (Actor), Alain Cuny (Actor), Carlo Levi (Original book), Lea Massari (Actor), Irene Papas (Actor)1 lisää, Gian Maria Volonté (Actor)

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205861,728 (4)-
Levi, an intellectual exiled by the Fascist government during World War II to a mountain village in southern Italy, discovers the resilience and dignity of people who live close to the land.

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Carlo Levi, pittore, scrittore e medico antifascista, viene condannato al confino in un remoto paese della Lucania. Dopo alcune difficoltà iniziali, l'uomo impara a conoscere e ad apprezzare la semplicità e la saggezza degli abitanti del luogo. (fonte: Wikipedia)
  MemorialeSardoShoah | Mar 31, 2020 |
Carlo Levi è un pittore, scrittore e medico che, nel 1935, per la sua ideologia antifascista, viene condannato al confino ad Aliano, in Lucania. Aliano è un paese sperduto, povero, dove Cristo non è mai sceso a portare la sua redenzione. Inizialmente in difficoltà, entra poi in contatto con una varietà di personaggi: l'arciprete, uomo di cultura ma col vizio di bere, il carabiniere arricchitosi alle spalle dei contadini, Giulia, la donna di servizio, e il podestà, uomo di cultura e sostenitore di Benito Mussolini. Si tratta di un mondo primitivo, pieno di superstizioni (memorabile la scena in cui Giulia afferma che non può buttare la spazzatura di notte perché l'angelo che c'è alla porta se ne andrebbe, o quando la donna rifiuta il ritratto che il pittore le voleva fare dicendo che il dipinto le avrebbe rubato l'anima). Levi entra in contatto con i contadini, che non giudica ma comprende, e si schiera dalla loro parte, ottenendo di essere il loro medico al posto dei medici locali, nonostante sia laureato in medicina ma non abbia mai esercitato la professione. In questo paese arretrato, dove basta un po' di pioggia per far franare tutto, dove chi è andato in America è tornato vinto dalla malinconia, risuonano i discorsi di Mussolini, e la retorica della patria sembra l'unica via d'uscita ad una vita di privazioni e povertà per i giovani che si arruolano volontari nella guerra in Abissinia, nella speranza di poter ottenere un po' di terra. C'è però anche chi si chiede per quale motivo il governo debba spendere soldi nelle guerre invece che nel migliorare le condizioni di vita del paese. Con i successi militari in Africa arriva l'amnistia, e quindi il momento in cui Levi viene rilasciato e deve tornare a Torino. Il film si chiude a cerchio su Levi che ricorda malinconicamente i contadini lucani con cui ha fatto amicizia.
  MemorialSardoShoahDL | May 23, 2018 |
Carlo Levi è un pittore, scrittore e medico che, nel 1935, per la sua ideologia antifascista, viene condannato al confino ad Aliano, in Lucania. Aliano è un paese sperduto, povero, dove Cristo non è mai sceso a portare la sua redenzione. Inizialmente in difficoltà, entra poi in contatto con una varietà di personaggi: l'arciprete, uomo di cultura ma col vizio di bere, il carabiniere arricchitosi alle spalle dei contadini, Giulia, la donna di servizio, e il podestà, uomo di cultura e sostenitore di Benito Mussolini. Si tratta di un mondo primitivo, pieno di superstizioni (memorabile la scena in cui Giulia afferma che non può buttare la spazzatura di notte perché l'angelo che c'è alla porta se ne andrebbe, o quando la donna rifiuta il ritratto che il pittore le voleva fare dicendo che il dipinto le avrebbe rubato l'anima). Levi entra in contatto con i contadini, che non giudica ma comprende, e si schiera dalla loro parte, ottenendo di essere il loro medico al posto dei medici locali, nonostante sia laureato in medicina ma non abbia mai esercitato la professione. In questo paese arretrato, dove basta un po' di pioggia per far franare tutto, dove chi è andato in America è tornato vinto dalla malinconia, risuonano i discorsi di Mussolini, e la retorica della patria sembra l'unica via d'uscita ad una vita di privazioni e povertà per i giovani che si arruolano volontari nella guerra in Abissinia, nella speranza di poter ottenere un po' di terra. C'è però anche chi si chiede per quale motivo il governo debba spendere soldi nelle guerre invece che nel migliorare le condizioni di vita del paese. Con i successi militari in Africa arriva l'amnistia, e quindi il momento in cui Levi viene rilasciato e deve tornare a Torino. Il film si chiude a cerchio su Levi che ricorda malinconicamente i contadini lucani con cui ha fatto amicizia.
  MemorialSardoShoahDL | May 23, 2018 |
Carlo Levi è un pittore, scrittore e medico che, nel 1935, per la sua ideologia antifascista, viene condannato al confino ad Aliano, in Lucania. Aliano è un paese sperduto, povero, dove Cristo non è mai sceso a portare la sua redenzione. Inizialmente in difficoltà, entra poi in contatto con una varietà di personaggi: l'arciprete, uomo di cultura ma col vizio di bere, il carabiniere arricchitosi alle spalle dei contadini, Giulia, la donna di servizio, e il podestà, uomo di cultura e sostenitore di Benito Mussolini. Si tratta di un mondo primitivo, pieno di superstizioni (memorabile la scena in cui Giulia afferma che non può buttare la spazzatura di notte perché l'angelo che c'è alla porta se ne andrebbe, o quando la donna rifiuta il ritratto che il pittore le voleva fare dicendo che il dipinto le avrebbe rubato l'anima). Levi entra in contatto con i contadini, che non giudica ma comprende, e si schiera dalla loro parte, ottenendo di essere il loro medico al posto dei medici locali, nonostante sia laureato in medicina ma non abbia mai esercitato la professione. In questo paese arretrato, dove basta un po' di pioggia per far franare tutto, dove chi è andato in America è tornato vinto dalla malinconia, risuonano i discorsi di Mussolini, e la retorica della patria sembra l'unica via d'uscita ad una vita di privazioni e povertà per i giovani che si arruolano volontari nella guerra in Abissinia, nella speranza di poter ottenere un po' di terra. C'è però anche chi si chiede per quale motivo il governo debba spendere soldi nelle guerre invece che nel migliorare le condizioni di vita del paese. Con i successi militari in Africa arriva l'amnistia, e quindi il momento in cui Levi viene rilasciato e deve tornare a Torino. Il film si chiude a cerchio su Levi che ricorda malinconicamente i contadini lucani con cui ha fatto amicizia.
  MemorialSardoShoahDL | May 22, 2018 |
näyttää 4/4
The overt concerns that formed the style of the earlier pictures were submerged in Christ Stopped at Eboli, and Rosi was willing to let them emerge on their own. And so it had depth- -much greater depth than we're used to at the movies. We could feel the pleasure that Rosi took in getting to know* the Lucanian village and its people; it was like the best passages of Ann Cornelisen, when all her energy is concentrated on the Lucanian villagers she's writing about—on finding the words to make us see what she sees...

When I saw Christ Stopped at Eholi, I was completely absorbed by what I was seeing; despite the truncated rhythms that were the result of the film's having been cut from three and a half hours to two hours (it was financed by RAI, Italian television, as a four-part series), the picture was deeply satisfying. The audience seemed hushed, as if at a concert where the musicians were playing very softly. And it was the kind of music that people who were used to slam-bang movies might not be able to hear.
lisäsi SnootyBaronet | muokkaaNew Yorker, Pauline Kael
 

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Rosi, FrancescoOhjaajaensisijainen tekijäkaikki painoksetvahvistettu
Bonacelli, PaoloActormuu tekijäkaikki painoksetvahvistettu
Cuny, AlainActormuu tekijäkaikki painoksetvahvistettu
Levi, CarloOriginal bookmuu tekijäkaikki painoksetvahvistettu
Massari, LeaActormuu tekijäkaikki painoksetvahvistettu
Papas, IreneActormuu tekijäkaikki painoksetvahvistettu
Volonté, Gian MariaActormuu tekijäkaikki painoksetvahvistettu

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Levi, an intellectual exiled by the Fascist government during World War II to a mountain village in southern Italy, discovers the resilience and dignity of people who live close to the land.

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