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Kirja-arvosteluja

Per una strana combinazione mi sono trovato nei pochi giorni passati a mare quest’anno a leggere sulla spiaggia di Ascea questa libro. Con volontà, determinazione, mantenendo l’impegno che tutti i libri vanno letti fino in fondo. Un principio che cerco di rispettare, nonostante la lettura mi facesse sudare più del caldo. Ma arrivato circa a pagina 120 ho mollato la spugna, era una sofferenza inutile, leggere senza capire praticamente nulla, un libro estremamente tecnico, in cui i modelli matematici non sono solo la base ma sono l’essenza delle teorie di Malinvaud. Del libro posso dire poco, non solo perché non l’ho finito ma perché non ha capito niente, nonostante in certi passaggi abbia preso carta e penna per seguire i ragionamenti dell’autore. Ma alcune riflessioni le ho fatte. Da Smith a Marx gli economisti hanno cercato di far rientrare le dinamiche dell’economia in paradigmi razionali che partono da alcune premesse ed arrivano ad alcune conclusioni. Ma nessuno aveva previsto la crisi del ’29. Come nessuno aveva previsto questa crisi che ci sta levando l’anima oggi. Si, le congiunture, se si cresce ci si dovrà aspettare un periodo di recessione, ma quella è la vita, va a fasi alterne. E si, anche le pagine e pagine dedicate da Malinvaud a dimostrare le dinamiche dell’occupazione a che servono se non si tiene conto che il tutto non avviene mai nell’ambito degli equilibri perfetti che sono alla base delle teorie. L’economia è una scienza sociale e non matematica, mancano le informazioni alla base, gli assiomi sono sempre frutti di interpretazioni soggettive, lo dimostrano poi i fatti alla fine. Insomma una riflessione che poco ha a che fare con il libro. Ma questo ha il merito di avermi fatto riflettere.
 
Merkitty asiattomaksi
grandeghi | Jul 9, 2015 |