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Yoshida Kenkō (1282–1350)

Teoksen Joutilaan mietteitä = (Tsurezuregusa) tekijä

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Tietoja tekijästä

Image credit: wikimedia commons - Portrait by Kikuchi Yosai(菊池容斎)

Tekijän teokset

Associated Works

The Art of the Personal Essay (1994) — Avustaja — 1,368 kappaletta

Merkitty avainsanalla

Yleistieto

Kanoninen nimi
Yoshida Kenkō
Virallinen nimi
兼好
Muut nimet
Kenkō
Urabe Kenkō
Syntymäaika
c. 1283
Kuolinaika
c. 1350-2
Sukupuoli
male
Kansalaisuus
Japan
Maa (karttaa varten)
Japan
Asuinpaikat
Kyoto, Japan
Lyhyt elämäkerta
Moine bouddhiste. - Poète et homme de lettres. - Officier subalterne à la Cour. - Nom d'état civil : Urabe Kaneyoshi.

Jäseniä

Kirja-arvosteluja

This book is difficult to understand. Nary a paragraph goes by without encountering a word or phrase that means nothing to me without consulting the explanatory note, which are many and lengthy. Lots of credit must be given to the translator, not only for rendering a text written almost a millennia ago into modern English, but also for the copious research that must have been done to explicate the myriad of references that make up a huge portion of both the texts included in this volume. I must admit that my eyes sometimes glazed over, particularly when the writers recounted stories of emperors, various aristocrats, or monks, all of whom of course can mean nothing to me. This is obviously no fault of the authors or the translators, and simply a function of passing time and cultural differences. These moments were however worth it for the descriptive and philosophical passages interspersed within. Reading classic Buddhist texts as someone not well versed in the subject always surprise me in their piercing observations on psychology. The religious content here is in turns extremely practical (down to how one should arrange their house or what pets one should keep) and playfully contradictory. One passage in the Tsurezuregusa stood out to me in this regard. The writer starts off the section in a diatribe against drinking alcohol, describing the debauchery it leads to, the depression it invokes, the wasted day recovering from a hangover, and the punishment waiting for drinkers in their next life. However he immediate follows with this:

“Yet, loathsome though one finds it, there are situations when a cup of sake is hard to resist. On a moonlit night, a snowy morning, or beneath the flowering cherry trees, it increases all the pleasures of the moment to bring out the sake cups and settle down to talk serenely together over a drink. ”

The book is rife with ascetic recommendations that are contradicted in the next paragraph. Far from a flaw, it is this recognition of the duality of life that makes this stuff relevant hundreds of years later. The need to control hedonistic tendencies and stay focused on valuing your health and your time is balanced with the knowledge that there are occasions to break even strict tenets. To me, this kind of capacious understand of human psychology is needed to make any sense of what it is to lead a meaningful life.

It’s said that these two texts are classics of Japanese literature, and who am I to argue? I will say that in my opinion, the best sections take their place in the great Japanese genre of Iyashikei, slice of life works of art that encourage the very Buddhist practice of quiet contemplation and intense focus on the beauty of daily life. These impressions can be lost if one doesn’t slow down and pay attention. The great tragedy of our times is that this practice, difficult even in 13th century Japan, has become exponentially more difficult. One of the most haunting parts of this book was the repeated descriptions of wasted life and unpredictability of death. Without conscious practice, the precious, short existence we have on earth will zip by us with terrifying speed, and we will meet death bitter and regretful.
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hdeanfreemanjr | 3 muuta kirja-arvostelua | Jan 29, 2024 |
This small book is a selection of quotes from Essays in Idleness.

The writer begins the book with this statement:
What strange folly, to beguile the tedious hours like this all day before my ink stone, jotting down at random the idle thoughts that cross my mind …


We are then regaled with a selection of those random thoughts, and quite good thoughts some of them are too.

Although written approx 1330 in Japan, a lot of these thoughts are as relevant today in the wider world as they were back then.   Yes, admittedly, some might be a bit dated and endemic but there are some very timeless thoughts for the modern, wider world to enjoy as well.

There's also a delightful curmudgeonliness to the thoughts, like you're listening to your favourite grand parent having a rant about what's bothering them this week.

I shall certainly get a copy of Essays in Idleness and have a full read of Yoshida Kenkō's thoughts.
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5t4n5 | 7 muuta kirja-arvostelua | Aug 9, 2023 |
Il monaco buddhista Kenkō, avrebbe via via incollato le strisce di carta contenenti i singoli brani del libro sulle pareti della sua casa. Dopo la sua morte, altri avrebbero messo insieme tali frammenti, in cui molti lettori dovevano trovare quello che è forse il più essenziale concentrato dello spirito giapponese.

Makoto e’ dunque sentire, vivere immediatamente e attraverso i sensi le cose del mondo. E’ una forma di estrinsecazione dell’emotivita’ che, facendo perno sul cuore, ne manifesta i sentimenti in modo vigoroso, schietto e immediato.

Noi troviamo il makoto in Kenko in quel fascino che per lui hanno le cose antiche o che rievocano il passato, nella sua preferenza per la semplicita’, nel suo vivo interesse per gli antichi riti e consuetudini e per le antiche parole ed espressioni e, in senso piu’ ampio, in quella sua avversione per le persone invadenti che vogliono a ogi costo mettersi in evidenza, e contro le quali esercita la sua ironia. (203)

Mono no aware, vale dunque: il turbamento (aware) delle (no) cose (mono), cioe’: la commozione, la simpatia per le cose, gli altri esseri e la stessa natura ci ispirano. (204)

Il titolo Tsurezure-gusa e’ composto di due parole, … Il significato preciso del vocabolo tsurezure non e’ molto chiaro. Di solito viene reso con contemplazione, tempo libero, noia, ozio; ma sembra piuttosto indicare quella feconda beatitudine che riempie l’anima quand’essa e’ sola con se stessa, non turbata o distratt da altro, nel silenzio che la circonda. (209)

Nelle mie ore d’ozio, seduto davanti al calamaio, vado annotando giorno dopo giorno, senza alcun motivo particolare, ogni pensiero che mi passa per la mente, per quanto futile sia: e’ una cosa, questa, che mi procura una sensazione davvero strana, simile a una lieve ebbrezza. (13)

1 * Il lignaggio e l’aspetto noi lo riceviamo dalla natura: ma perche’ non dovremmo almeno far si’ che il nostro cuore diventi sempre piu’ saggio? (14)

13 * Non c’e’ cosa piu’ consolante che sedere sotto una lampada con un libro aperto e far conoscenza con coloro che son vissuti nei tempi passati. (19-20)

73 * Cio’ che in questo mondo viene tramandato e’ in gran parte frutto di fantasia; forse perche’ la verita’, in se’, non e’ mai particolarmente interessante. (53)

75 * Quali saranno mai i sentimenti di colui che vive in un ozio tedioso e melanconico? Stare soli, senza essere turbati da influenze esterne, e’ certo cosa gradita. Se si segue il mond, il proprio cuore viene facilmente traviato dall’impurita’. Frequentando la gente, la parola si adegua alle intenzioni altrui, non al proprio cuore. … Gli uomini sono tutti cosi’: corrono frenetici, e dimenticano la loro follia. (54)

Life is a well of delight; but where the rabble also drink, there all fountains are poisoned. (The rabble, xxviii, Thus Spake Zarathustra, Nietzsche)

91 * Cio’ che si e’ iniziato non giunge alla fine e cio’ a cui miriamo non si realizza, eppure i nostri desideri non hanno limite. Il cuore dell’uomo e’ instabile e tutte le cose non sono che illusioni. C’e’ qualcosa che rimanga, sia pur per breve tempo, immutato? (62)

105 * Nell’ombra del lato a settentrione della casa, dove la neve non sciolta era ghiacciata, stava ferma una vettura, le cui stanghe scintillavano di ghiaccioli. La luna dell’alba era tersa, ma qua e la’ v’erano angoli oscuri. Nel corridoio del tempio solitario sedevano sulla soglia di una porta un uomo, dall’aspetto distinto, e una donna. I due conversavano chissa’ di quale argomento, che sembrava non dovesse mai esaurirsi. Il modo con cui la donna inclinava il capo era segno di eleganza, e l’indefinibile profumo che emanava era delizioso. Quanto avrei voluto udire, sia pure in parte, cio’ che si dissero! (68-9)

108 * Nessuno in questo mondo conferisce valore all’istante. E’ forse per saggezza o per stupidita’? (70)

164 * Quando le persone si incontrano non stanno mai zitte un momento, hanno sempre qualcosa di cui discorrere; ma se si ascolta quel che dicono, si tratta quasi sempre di futilita’: voci senza fondamento, commenti benevoli o malevoli, … (101)

166 * Quando considero le cose per cui le creature umane si affannano, mi sembra come se, avendo costruito un Buddha di neve, esse fabbricassero ornamenti d’oro e d’argento e gioielli, e costruissero un tempio o una pagoda per lui. Potrebbe mai il Buddha di neve attendere la fine della costruzione?
Spesso all’uomo sembra che la vita duri eterna, e invece svanisce come neve e lascia molte cose incompiute. (102)

208 * Nel legare i rotoli dei sutra e’ stata sempre consuetudine avvolgere il laccio a croce, come nel tasuki, da sopra a sotto, facendone passare l’estremita’, tirandola per traverso, sotto l’incrocio, in modo da formare un cappio. (123)

211 * Non bisogna mai fidarsi di nessuno e di nulla, in nessuna occasione.

L’uomo e’ l’anima dell’universo, che non conosce limiti: come potrebbe dunque avere una natura diversa? Se agisce con larghezza di vedute e senza restrizioni, allora ne’ la gioia ne’ l’ira lo sfioreranno, ne’ le circostanze lo faranno soffrire. (125)

239 * Il quindicesimo giorno dell’ottava lunazione e il tredicesimo della nona sono dominati dalla costellazione Ro, che fa parte dell’Ariete. Poiche’ tale costellazione e’ straordinariamente luminosa, queste due notti sono particolarmente propizie per contemplar la luna. (142)
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NewLibrary78 | 4 muuta kirja-arvostelua | Jul 22, 2023 |
This is a miscellany. It is a collection of various thoughts and things and events that the author finds interesting. A journal basically, or a diary. Some of it was uninteresting to me though, and did not translate at all. Proper etiquette is discussed. What constitutes refined behavior, and other matters. He talks a lot about how this tradition has been performed during the time of this or that emperor.

Where the book shines is with regards to aesthetics. Yoshida shows a taste on things which is rooted on buddhist philosophy. Probably the best paragraphs in the book are the ones under the heading 'On Different Points of View," where the beauty of imperfect things are discussed. It begins:

"Is it only when the flowers are in full bloom and when the moon is shining in spotless perfection that we ought to gaze at them?"

From there it goes on a rather interesting sort of exposition, describing and praising refined behavior and condemning the unrefined behavior of some people.

The perspective is intimate (similar to the 'slice-of-life' genre in Japanese anime and manga), and might surprise you in how 'modern' the sentiment of the author is. It is a trove of information on the culture and behavior of people during the author's time.

My version is the 1914 translation by William N. Porter, and since I have no knowledge of Japanese, I cannot make any comment on it. This version is freely available online and I enjoin the reader to have a go at it, and read it in her Iphone or Android phone using an ebookreader while waiting for someone or going on a public commute in a train or any public vehicle, as she could find something of interest to her in it.
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rufus666 | 4 muuta kirja-arvostelua | Aug 14, 2022 |

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